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Attualità mercoledì 14 ottobre 2015 ore 12:25

Il mondo dell'alabastro diventa un gioco da tavolo

Sulla falsariga del vecchio e amato gioco popolare 'Il Giro del Mondo in 80 giorni', ripercorre i viaggi ottocenteschi degli alabastri volterrani



VOLTERRA — Si gioca con 2 dadi numerati da uno a sei, con 4 pedine in alabastro di diversi colori, e con 60 gettoni. Sarà presentato in occasione della “Festa di San Luca degli alabastrai”, in programma dal 16 al 18 ottobre a Volterra: è il gioco da tavola dell’artista Giuseppangela Campus Alabastrai nel mondo: viaggi fuori porta.
L'appuntamento è per sabato 17 ottobre alle 18, nei Sotterranei della Pinacoteca Civica, in cui saranno svelati i dettagli: sulla falsariga del vecchio e amato gioco popolare “Il Giro del Mondo in 80 giorni”, anche se la logica interna e re-inventata totalmente, la creazione tutta volterrana ripercorre i viaggi ottocenteschi degli alabastri che dal colle etrusco esportavano nel mondo i propri manufatti in supporti della pietra locale.

In gioco, dunque, ci sono le vie mitiche della storia, della prospettiva locale delle antiche botteghe di alabastro che si aprì con coraggio all’universale, dalle mura di Volterra. Un giro del mondo in 80 caselle che raccontano, divertendo, l’800 dei grandi cambiamenti epocali.

È l’artista Giuseppangela Campus, nel suo personale approccio pop art, a realizzare una nuova operazione artistica in cui il messaggio creativo entra nelle coordinate interattive del “gioco da tavola” a tutti gli effetti. Attraverso colori magnetici e piccole opere grafico-pittoriche, si ripercorrono le vicende economiche ed umane degli alabastri volterrani, una comunità che seppe aprirsi alle vie remote del pianeta per esportare e far conoscere i propri lavori creativi, in supporti della pietra locale.

L’incipit sono le ricerche dell’attore e regista Gianni Calastri per la realizzazione del prossimo lavoro teatrale su questo ulteriore capitolo della storia volterrana. 

I resoconti degli itinerari rimandano anche alle imprese avventurose che portarono gli scultori e commercianti a vivere esperienze uniche, restituite in tutta la loro crudezza e meraviglia nei diari e nelle lettere inviate ai familiari. Testimonianze di coraggio e intraprendenza, di una società e di una comunità all’apparenza chiusa in se stessa, ma che seppe dimostrare una capacità di apertura dinamica, contemporanea al proprio tempo.

Nel gioco si parte  proprio dalla bottega e, dopo alterne vicende, incontri pericolosi, eventi rivoluzionari, epidemie, città mitiche, ma anche successi e fortune, si ritorna alla propria città arricchiti da esperienze irripetibili.

Così quel dado può fermarsi nella casella della Guerra dell’oppio (69), la pedina in alabastro può restare in quella del dazio, da cui si esce, come in ogni tassazione, pagando i dovuti gettoni. Ma anche si retrocede: nella casella Genova (3), perché nei carruggi s’incontrano pericolosi ladri, e si ritorna alla 1; in Messico (15), in pieno caos politico ed economico (generato dalla richiesta d’indipendenza del Texas) e si ripara a New York (13); in Kingston (26) dove scoppia la febbre gialla, ma si rifugge anche dal fiume Gange (50) per i morti galleggianti che spaventano. E con quel tocco di ironia, e di gioia di vivere il proprio tempo, che contraddistingue i volterrani eredi del solare popolo etrusco, si sta fermi “tre tiri” non solo attraverso le rivoluzionarie e sconosciute vicende dei continenti lontani, ma anche a Livorno (2) nella casella ”dell’amore”.

Il gioco ideato da Campus è a cura dell’associazione le Distillerie e del Comitato San Luca Alabastrai. per informazioni: Consorzio Turistico Volterra Valdicecina tel. 0588 87257/ info@volterratur.it/www.ledistillerie.com.



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