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Attualità venerdì 08 maggio 2015 ore 12:42

"Schlumberger non ha mai investito su Saline"

Braccini della Fiom Cgil sulla Smith Bits: "il gruppo acquisì nel 2010 Smith per oltre 11 miliardi di dollari, prezzo giudicato eccessivo in rapporto al valore"



VOLTERRA — "Nell'incontro all'associazione industriali di Pisa con la direzione dell'azienda Smith non sono emerse ragioni fondate tali da giustificare minimamente una procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività dello stabilimento di Saline di Volterra". Ad intervenire è Massimo Braccini, Segretario Generale Fiom Cgil della Toscana, in merito alla vicenda della Smith Bits.
"L'azienda non proviene da un disastrato percorso produttivo e da anni di carenze di volumi - spiega Braccini - ma solo da utilizzo di sporadici ammortizzatori ordinari legati a momentanea flessibilità produttiva". "Nello stabilimento vengono prodotti scalpelli triconici di alto valore per la perforazione del suolo legati agli idrocarburi - prosegue - e la giustificazione aziendale riguardo la scesa del prezzo del petrolio e la diminuzione delle trivellazioni, seppur riscontrabile, non trova nessuna condizione tale da determinare una mancata ripresa del settore".
Il segretario toscano della Fiom si domanda allora "perché l'annuncio di chiusura di uno stabilimento strategico che si è sempre contraddistinto anche nel gruppo per il valore aggiunto, l'alta professionalità dei lavoratori e dei prodotti?"
"Il gruppo Schlumberger acquisì nel 2010 il gruppo Smith per oltre 11 miliardi di dollari, prezzo giudicato eccessivo in rapporto al valore - spiega Braccini - ma in questo modo Schlumberger si confermò ulteriormente leader mondiale nell'industria petrolifera". Ma il segretario dice di più: "nello stabilimento di Saline non ci risulta abbiano fatto investimenti, e questo è da ritenersi un elemento grave da parte della multinazionale". "Poi la minima riduzione dei volumi, ma magari anche la riduzione delle quotazioni, hanno portato il gruppo a riorganizzarsi in tutto il mondo - aggiunge - ma a nostro avviso le scelte non appaiono legate a valutazioni razionali produttive,ma da logiche di profitto che poi vanno a scapito dei lavoratori e di un'intera comunità".
Per Braccini: "siamo in un sistema malato, le azioni delle imprese quotate in borsa si rialzano al solo annuncio di licenziamenti, ma questo non è una condizione che durerà nel tempo". "Lo stabilimento di Saline ha tutte le potenzialità, condizioni e capacità per superare questa fase ed essere rilanciato - spiega - può essere accompagnato per un periodo con specifici ammortizzatori e nello stesso tempo risentire di investimenti che siamo convinti diano una condizione di ritorno".
"Il Governo è stato chiamato ad intervenire, tutte le Istituzioni, a tutti i livelli, si sono strette intorno alla lotta dei lavoratori Smith - prosegue il segretario - Noi abbiamo chiesto all'azienda di ritirare la pregiudiziale sulla chiusura dello stabilimento e presentare un piano alternativo".
"L'iniziativa economica privata deve risentire di regole precise, non può arrecare danno alla dignità di chi lavora, è necessario che l'economia svolga una funzione sociale, sia utile all'intera collettività - aggiunge Braccini - non può essere che le multinazionali possano fare incontrastate ciò che vogliono e siano a briglia sciolta, ma al contrario, vanno ricondotte alla sua natura".
"Come sindacato insieme ai lavoratori stiamo lottando per mantenere aperta l'azienda Smith e nell'interesse generale - conclude l'esponente della Fiom - manca invece una politica industriale e anche questa vertenza dimostra che il mercato non solo non regola nulla, ma apre la strada ad uno dei peggiori sistemi, se non regolato, della storia contemporanea".



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