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giovedì 24 gennaio 2019

Attualità sabato 18 marzo 2017 ore 14:30

L'abbraccio di Volterra a Cassola

In occasione del centenario della nascita dello scrittore, la città da lui amata e raccontata lo ha ricordato con una giornata di iniziative in suo onore



VOLTERRA — Il teatro era stipato. In complesso costituivano un bel colpo d’occhio la platea coi due settori di poltroncine rosse, i tre ordini di palchi, anch’essi foderati di damasco rosso, gli stucchi dorati del soffitto e il sipario dov’era dipinta una scena agreste, con grandi figure di pastori e di ninfe, un po’ scrostate”. Così, nel capitolo settimo del suo Fausto e Anna, Carlo Cassola descrive il teatro Persio Flacco di Volterra. E proprio qui, venerdì 17 marzo, giorno del suo centesimo compleanno, si è svolta la giornata di ricordi, riflessioni in suo nome. In platea, gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Carducci e dell’Istituto Tecnico Commerciale Geometri Niccolini di Volterra e del Liceo Classico Fermi e dell’Istituto Superiore Polo Cattaneo di Cecina, i luoghi a lui più cari e spesso richiamati nella sua narrativa. Sul palco, dietro il tricolore dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, i relatori Renato Bacci e Daniele Luti.

Il professor Bacci ha parlato dei rumori della vita nell’opera di Cassola, dando spesso la parola all’autore e delineando il sentire la vita dello scrittore, la sua capacità di far parlare il luoghi e l’esistenza, il raccontare il tempo. Il professor Luti si è invece occupato dell’attualità di Cassola, parlando dell’ultimo periodo della sua produzione, quello disarmista, e del ruolo del paesaggio dove lo scrittore riesce a superare la demarcazione tra poesia e narrativa, diventando egli stesso poeta. Durante l’iniziativa, è stata presentata la lettera inedita inviata, nel marzo 1984, da Carlo Cassola ai partigiani delle XXIII Brigata Garibaldi. Il documento è importante perché riassume i caratteri centrali della poetica dello scrittore: il legame con la Resistenza, con Volterra e l’impegno pacifista. La lettera si chiude, infatti, con queste parole: “Noi che abbiamo fatto i partigiani e sappiamo cos’è la morte, dovremmo passare il resto della nostra esistenza a evitare che il mondo sparisca e che i giovani non abbiano un futuro. Salviamo per loro ciò per cui abbiamo combattuto. Restiamo partigiani, ma partigiani per la vita.

Nel pomeriggio, il professor Bacci ha raccontato il centro di Volterra leggendo alcune pagine tratte dai romanzi Fausto e Anna, Paura e Tristezza, L’antagonista, chiosando le parole dello scrittore con aperture aneddotiche e riferimenti alla storia della città, insegnando e divertendo il pubblico. La giornata ha dimostrato come Volterra e Cassola siano legati davvero da un forte legame di affetto, di amore e di riconoscenza reciproca.

All’incontro sono intervenuti il sindaco della città, Marco Buselli; l’assessore alla cultura, Alessia Dei; il giornalista Michele Taddei del portale Toscanalibri; Bruno Possenti, presidente provinciale dell’ANPI di Pisa.

L'evento è stato promosso dall’Amministrazione comunale di Volterra, in collaborazione con i Comuni di Castagneto Carducci, Cecina e Colle Val d’Elsa, Regione Toscana, Cassa di Risparmio di Volterra e Fondazione Crv. Partner dell’iniziativa il portale toscanalibri.it.

Viola Luti
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