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Attualità venerdì 10 settembre 2021 ore 18:00

Un treno per la Valdicecina

La Pro Loco di Saline e Sos Volterra fanno il punto su quanto emerso in queste ore, ribandendo come il treno possa essere un fattore di rilancio



VOLTERRA — Sabato scorso si è svolto il convegno “Un treno per un territorio” organizzato dall’Associazione Pro-Loco Saline e SOS Volterra. L’evento, in collaborazione con l’Università di Firenze, ha ottenuto il patrocinio della Regione Toscana, delle Università di Pisa e Firenze e dei Comuni di Volterra, Pomarance, Montecatini V.C., Montescudaio e Riparbella, ha visto la partecipazione di docenti universitari ed esperti a livello nazionale in ambito ferroviario, che raccontando le proprie esperienze hanno indicato la via che potrebbe essere seguita per ottenere un serio, vero e concreto rilancio della linea Saline- Cecina.

"Durante la conferenza", dicono Enrico Grilli per Pro Loco Saline e Alberto Chiodi per Sos Volterra,  "E' stato inoltre presentato lo studio statistico realizzato dal dottor De Marco grazie al contributo della Cassa di Risparmio di Volterra e della Fondazione CRV. Tale studio, partendo dall’analisi dei flussi turistici pre- Covid della zona costiera e dai dati relativi agli afflussi turistici dei comuni della Valdicecina ha permesso di comprendere come la presenza di un treno nel periodo estivo possa costituire un’attrattiva per tutto il nostro territorio ed un sistema di collegamento efficace e pratico che potrebbe consentire ai turisti di raggiungere Volterra e gli altri comuni della Valdicecina comodamente in treno, visitare i luoghi interessati e fare ritorno alla propria meta di partenza con una forte riduzione del numero delle auto in circolazione, con un risparmio economico ed energetico e con una riduzione dell’impatto ambientale".

Quattro i punti cardine su cui si è sviluppata la discussione e messi in evidenza da Pro Loco e Sos Volterra: il primo è il treno come mezzo di collegamento ordinario integrato fra Volterra e tutto il resto della Valdicecina. "Il serio rilancio del treno potrebbe costituire l’occasione per uno sviluppo di tutta la mobilità ordinaria della Valdicecina e consentire alle persone di potersi spostare comodamente da Saline verso Cecina, Pisa, Firenze o Grosseto, consentendo di collegare la Valdicecina in maniera efficiente con il resto della Toscana con una seria riduzione delle emissioni di CO2 e del traffico che quotidianamente intasano le nostre strade" spiegano Chiodi e Grilli, aggiungendo che "Il treno è un vettore di sviluppo turistico

" Il sistema della Merano Malles, che potrebbe costituire il modello a cui ispirarsi per il rilancio della Saline- Cecina, prevede un’integrazione fra il treno e le piste ciclabili che non corrono sui binari ma a fianco di essi, consentendo al viaggiatore di poter salire o scendere con il proprio mezzo alle varie fermate e di affrontare, finché vuole, una parte di tracciato con la bicicletta e poi risalire comodamente in treno", spiegano.

"Nel corso della conferenza l’Ingegner Marco Antonelli, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Energetica dell’Università di Pisa ci ha raccontato che il futuro dei trasporti ferroviari sarà legato all’idrogeno ed al suo utilizzo come mezzo di propulsione del treno, facendoci presente come la Saline- Cecina potrebbe essere il cantiere a cielo aperto in cui sperimentare direttamente sul campo tale nuova modalità di trasporto. In particolare, tale linea, attualmente sotto utilizzata, potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio di studi dell’Università a livello regionale per effettuare i test sulla propulsione ad idrogeno"

Infine l'idea che linea ferroviaria non debba essere utile solo per le persone ma anche per le merci

"Si può quindi comprendere - concludono Grilli e Chiodi - come l’intero nostro territorio potrebbe avere indubbi vantaggi da una sviluppo ed una valorizzazione del trasporto ferroviario, che sia organizzato e che sia sorretto da un concreto piano di sviluppo. Piano che attualmente non vediamo, e che anzi, grazie a continue inefficienze e mancanze, crea l’effetto contrario di allontanare il cittadino dal servizio pubblico a vantaggio del trasporto privato. Mentre scriviamo è arrivata la comunicazione che, contrariamente a quanto preannunciato dalle stesse ferrovie, il treno non tornerà neanche il 4 ottobre, purtroppo, questa volta non sarà colpa dell’emergenza pandemica, ma di una scarsa organizzazione negli approvvigionamenti di pezzi di ricambio che ha determinato una rimodulazione di diversi treni a diesel sparsi in tutta la Toscana."

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