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Attualità mercoledì 23 dicembre 2020 ore 16:58

Coronavirus, sì agli screening per gli studenti

La Regione ha approvato i programmi di screening per studenti, territori e categorie a rischio, programmi che potrebbero interessare Volterra



VOLTERRA — Vista la recente impennata di casi di coronavirus sul territorio volterrano, in particolare all'interno delle comunità scolastiche, da più parti sono stati chiesti screening a tappeto. E una prima risposta è arrivata dalla Regione, dove la giunta ha approvato i progetti “Scuole sicure” e “Territori sicuri” per la nuova campagna di monitoraggio e screening, tramite test antigenici rapidi gratuiti.

L'obiettivo, hanno sottolineato da Firenze, è "fare più tamponi, giocare d’anticipo, scovare il virus dove si nasconde". 

La delibera include tre programmi specifici: il primo rivolto alla popolazione scolastica, il secondo ai Comuni con maggior diffusione del virus e il terzo ad alcune delle categorie più esposte al rischio di contagio, per offrire loro la possibilità di effettuare tamponi gratuitamente. 

"Una campagna diffusa e articolata - è stato sottolineato -, che partirà nel mese di Gennaio e si svilupperà almeno nel corso della prima metà dell’anno nuovo".

Il sistema di monitoraggio “Scuole Sicure”, oggetto di confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli altri soggetti che fanno riferimento al “Cantiere scuola”, coordinato dall’assessore regionale Alessandra Nardini, vede al fianco della Regione Toscana anche Upi e Anci, oltre alle Asl e ad Ars (Agenzia regionale di sanità). L’obiettivo è quello di applicare una strategia innovativa di allerta precoce “early-warning”, finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid-19 in età scolare (14-19 anni) in 150 istituti toscani superiori, applicando l’utilizzo dei test rapidi antigenici e la metodica del “pool test”, attraverso la replicazione periodica di test (ogni 7 giorni dalla data di rivelazione) in un campione di studenti delle superiori. Sono previste anche postazioni di testing tra le fermate dei trasporti pubblici e le scuole.

Al programma di screening “Territori sicuri” partecipano, oltre alla Regione Toscana, Upi, Anci, le Misericordie, le Pubbliche Assistenze Riunite e la Croce Rossa Italiana, insieme alle Asl, alle Società della Salute e ad Ars, che si occuperà di elaborare e fornire settimanalmente l’elenco dei Comuni selezionati per l’indice di rischio di positività. L’obiettivo, anche in questo caso, è applicare la strategia di allerta precoce “early-warning” finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid-19 in popolazione generale applicando l’utilizzo dei test rapidi antigenici nei Comuni più a rischio. La proposta si muove su due assunti: il primo è organizzare un sistema di offerta attiva di test antigenici rapidi nei Comuni toscani attraverso la collaborazione del sistema delle municipalità toscane e delle associazioni di volontariato e del sistema delle pubbliche assistenze già sperimentato durante la campagna estiva di “Movida Sicura”; il secondo è elaborare un sistema di selezione dei Comuni basato sulla locazione geografica di questi e sui tassi di infezione standardizzati per 100.000 abitanti osservati nei Comuni toscani durante l’ultima settimana sommati alla velocità di progressione della epidemia rispetto alla settimana precedente.

Per quanto riguarda il programma di screening rivolto ad alcune delle categorie più esposte al rischio di contagio, l’atto di Giunta prevede che saranno le Asl toscane (Centro, Nord Ovest e Sud Est) a fornire i test antigenici rapidi a imprese, enti e istituzioni, nelle quali medici competenti o altri professionisti autorizzati provvederanno a effettuarli, registrando obbligatoriamente il risultato del test nell’app regionale appositamente istituita. Tra i destinatari il personale e ospiti/utenti, qualora non ricompresi in altre campagne di screening a carico del Ssr, nella sanità o nei servizi socio sanitari o sociali (residenziali e domiciliari, comprese le strutture per minori), le residenze sanitarie disabili (anche strutture tipo “Dopo di Noi” e case appartamento), i servizi per le dipendenze e per la salute mentale, i centri accoglienza profughi e case rifugio, gli assistenti sociali, l’assistenza domiciliare, il volontariato operante nella sanità o nei servizi sociosanitari, socioeducativi o sociali, le carceri. Oltre a queste, badanti, vigili del fuoco, vigili urbani e polizia provinciale, forze dell'ordine, uffici giudiziari, trasporto pubblico locale (incluso servizio di scuolabus) e operatori gestori servizi rifiuti.

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