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lunedì 19 agosto 2019

Cultura martedì 11 dicembre 2018 ore 10:36

I ragazzi che scalarono il futuro

I ragazzi che scalarono il futuro arriva a Volterra. Sarà presentato il libro del volterrano Maurizio Gazzarri mercoledì 19 dicembre alle ore 18



VOLTERRA —
È giunto nelle librerie volterrane il primo romanzo del volterrano Maurizio Gazzarri. Pubblicato dalla casa editrice pisana ETS e intitolato “I ragazzi che scalarono il futuro”, il romanzo racconta la nascita dell'informatica italiana e la realizzazione delle prime calcolatrici elettroniche nel nostro Paese. Sullo sfondo della sfida scientifica e tecnologica perseguita dall'Università di Pisa e dalla società Olivetti, personaggi realmente esistiti intrecciano le loro vicende con personaggi di fantasia. Le vicende raccontate si svolgono tra il 1954 e il 1961: sono gli anni della ricostruzione post bellica, dell'inizio del boom economico, della trasformazione dei costumi degli italiani con l'avvento della televisione e lo sviluppo del cinema, ma anche delle mobilitazioni e delle lotte sociali e sindacali per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Gazzarri, nato e cresciuto a Volterra, già consigliere comunale negli anni '90, dopo essersi diplomato all'ITC Niccolini, ha proseguito gli studi laureandosi in Informatica a Pisa. Negli ultimi dieci anni ha svolto il ruolo di capo di gabinetto del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi. Con la casa editrice ETS e in particolare con l'aiuto del professor Daniele Luti, volterrano conosciuto per la passione con la quale promuove molte iniziative culturali, Gazzarri ha riversato nel romanzo le idee e le riflessioni accumulate nel corso dei suoi studi e delle sue attività lavorative. Nel 1954 le istituzioni di Pisa, Lucca e Livorno decidono di investire ben 150 milioni di lire in un progetto che potesse far fare un salto di qualità all'Università di Pisa. Su suggerimento del premio Nobel Enrico Fermi viene deciso di avviare l'impresa della progettazione e della realizzazione di una calcolatrice elettronica. Ancora non si chiamavano computer: una parola che diviene d'uso comune molti anni dopo. L'Università di Pisa stipula un'intesa con la società Olivetti di Ivrea, all'epoca una delle aziende più innovative sia dal punto di vista tecnologico sia da quello culturale e ideale. La stessa società aprirà a Pisa, un suo Laboratorio di Ricerche Elettroniche, reclutando giovani da tutta Italia.

Accanto alle vicende dei protagonisti reali, ricostruite tramite documenti dell'epoca e testimonianze dirette, nel romanzo sono centrali due figure di fantasia: Giorgio e Angela. Due giovani pisani, lui ingegnere e lei operaia alla industria tessile Marzotto, che vivono in prima persona il mutamento sociale, economico e culturale della seconda metà degli anni '50.
Tra fiction e realtà, il racconto non poteva non coinvolgere Volterra. È il passaggio del giro d'Italia del 29 maggio 1956 l'episodio che viene raccontato nei tre capitoli dedicati alla città etrusca. Diverse sono le suggestioni che, come cartoline d'epoca, descrivono la Volterra di quegli anni: il viaggio in treno da Pisa a Volterra, con la salita con la locomotiva a cremagliera da Saline a San Lazzero, la polvere d'alabastro diffusa nelle strade dalle botteghe artigiane, ma soprattutto gli scavi in corso per il recupero del Teatro Romano di Vallebona, con un omaggio affettuoso verso uno dei personaggi più importanti della storia volterrana del XX secolo: Enrico Fiumi.

“I ragazzi che scalarono il futuro” può essere acquistato nelle librerie volterrane e sarà presentato, grazie all'associazione Ultima Frontiera, Merc19 dicembre alle ore 18 presso la sala Melani di Torre Toscano, alla presenza di Maurizio Gazzarri, Daniele Luti e Roberto Veracini



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