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Il paesaggio toscano ai tempi degli Etruschi

Come oggi, anche nel passato, alberi da frutta, ulivi, cipressi, lecci e vigneti disegnavano valli e colline della campagna dell’Etruria



VOLTERRA — Come si trattasse di un quadro, il paesaggio della Toscana si basa su un equilibrio perfetto tra forme e colori. Bellezza e armonia lo hanno reso celebre e fatto amare in tutto il mondo, aspetti che non furono ignorati neppure dai popoli antichi. Ricca di risorse naturali e privilegiata dal clima mite, la regione fuscelta dagli etruschi come culla della loro civiltà.

Ma in epoca antica, quali erano le caratteristiche del territorio dell’Etruria?

Lo storico latino Diodoro Siculo racconta come, nella regione, la vegetazione fosse un elemento predominante.

Pini, cipressi, querce, foreste di lecci e alberi da fruttadisegnavano la campagna che, dominata dalla pastorizia e dalle attività agricole, era caratterizzata da campi coltivati con grano, orzo e miglio. Uliveti e vigneti definivano le vallate e le colline che, grazie anche a interventi di bonifica, erano fertili e ricchi di acqua. Pianure e rilievi erano intervallati dai crinali e dalle vette degli Appennini e da numerosi laghi che, interrompendo l’uniformità panoramica, donavano al panorama una modulazione che suggeriva visioni complesse della vita e del creato, stimolando fantasia e creatività.

Viola Luti
© Riproduzione riservata



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