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sabato 18 maggio 2024

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

​L’arte magica di Paola Vallini a San Miniato

di Riccardo Ferrucci - mercoledì 10 maggio 2023 ore 08:00

L’Orcio d’oro di San Miniato nel suggestivo spazio della Torre degli Stipendiari ospita Paola Vallini, con la mostra “Tessiture: Arte e conoscenza di sé”, a cura di Andrea Mancini, con il patrocinio degli Assessorati alle Pari opportunità e Cultura del Comune di San Miniato e della Commissione Pari Opportunità. “Paola Vallini – ha scritto il curatore – si sente parte di un tutto, sacerdotessa dell’arte, con un compito preciso, quello di evocare i pro e i contro che riguardano soprattutto l’infinito, all’interno di un mondo magico, senz’altro un universo arcaico, che la Vallini può trovare in varie parti del mondo, quasi ci fosse un comune bisogno o desiderio di approfondire il senso dell’anima nell’universo”.

È una mostra di grande forza visiva che trova nel passato e nella memoria un modo nuovo per leggere il nostro tempo e gettare uno sguardo verso il futuro. Scrive Andrea Mancini: “Da subito ne abbiamo avvertito la forza, la sua energia, attraverso le opere, le tante figure riprodotte su cartoni e tele. C’era anche lo sguardo dell’artista, le sue parole: certo ne abbiamo ammirato un interesse spirituale, una ricerca tutt’altro che banale, nelle credenze degli antichi, letti all’interno di segni grafici, ma a volte anche scultorei, come nelle grandi donne preistoriche - dalle forme enormi - simbolo esse stesse di fertilità. “

“È qualcosa di più che un gioco: quando entriamo dentro agli enormi pannelli da lei dipinti – nota Mancini - avvertiamo in modo evidente lo spessore interiore dell’artista, sentiamo che quei segni sono stati ‘creduti’, da migliaia di uomini prima di noi, per secoli. Non possiamo negarli, non possiamo rifiutarli. L’interessante lavoro della Vallini, va appunto nel senso opposto, ci ripropone, con un intento che, più che didattico, diventa divinatorio, le icone che l’uomo ha via via dipinto, disegnato, scolpito.”

Una mostra quella di Paola Vallini che colpisce per profondità di contenuti e per un sapiente gioco con il tempo e la storia, nei suoi dipinti su fondo nero si respira un clima magico, quasi un viaggio iniziatico nel mito e nella poesia. Il ricordo degli etruschi è un modo per gettare lo sguardo dove il mistero diventa enigmatico, labirinto visuale in cui perdersi ed errare, luogo di scoperta e svelamento, ma anche un’interrogazione sul senso del vivere e sull’esistenza.

Come ha scritto Giovanna Carli: “Dopo il primo impatto visivo ci sentiamo attratti da opere che sembrano invitarci a guardarle più da vicino. È lì che si compie il miracolo della conoscenza. Su quei colori, caldi, pastello, vediamo graffiati dei segni. Piccole casette raggruppate a formare non so quali città della fantasia, alberi, foglie o più semplicemente cerchi, triangoli, rettangoli, segni che richiamano immagini del tempo e dello spazio: archetipi.” Parole scritte alcuni anni fa ma che perfettamente interpretano la pittura di Paola Vallini che riesce a realizzare moderni talismani in grado di leggere il presente e immaginare il futuro.

Riccardo Ferrucci

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