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giovedì 05 agosto 2021

FAUDA E BALAGAN — il Blog di Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

ALFREDO DE GIROLAMO - Dopo un lungo periodo di vita vissuta a Firenze in cui la passione politica è diventata lavoro, sono tornato a vivere a Pisa dove sono cresciuto tra “Pantere”, Fgci, federazione del partito e circoli Arci. Mi occupo di ambiente e Servizi Pubblici Locali a livello regionale e nazionale. Nella mia attività divulgativa ho pubblicato i libri Acqua in mente (2012), Servizi Pubblici Locali (2013), Gino Bartali e i Giusti toscani (2014), Riusi: da rifiuti a risorse! (2014), Giorgio Nissim, una vita al servizio del bene (2016), SosteniAMO l'energia (2018), Da Mogador a Firenze: i Caffaz, viaggio di una famiglia ebrea (2019). ENRICO CATASSI - Storico e criminologo mancato, scrivo reportage per diversi quotidiani online. Svolgo progetti di cooperazione internazionale nei Paesi in via di sviluppo. Curatore del libro In nome di (2007), sono contento di aver contribuito, in piccola parte, ad Hamas pace o guerra? (2005) e Non solo pane (2011). E, ovviamente, alla realizzazione di molte edizioni del Concerto di Natale a Betlemme e Gerusalemme. Gli autori insieme hanno curato i seguenti libri: Gerusalemme ultimo viaggio (2009), Kibbutz 3000 (2011), Israele 2013 (2013), Francesco in Terra Santa (2014). Voci da Israele (2015), Betlemme. La stella della Terra Santa nell'ombra del Medioriente (2017), How close to Bethlehem (2018), Netanyahu re senza trono (2019) e Il Signor Netanyahu (2021).

Crescono le tensioni in Turchia

di Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi - martedì 09 febbraio 2021 ore 07:30

In Turchia si allarga la protesta. La scintilla che ha fatto scattare le manifestazioni studentesche è stata la nomina di Melih Bulu a rettore dell'Università Boğaziçi. Bulu è un noto esponente del partito AKP del presidente Erdogan, tra le cui fila si è più volte candidato. Figura molto vicina al Sultano che ha voluto personalmente caldeggiare l'incarico nella prestigiosa Università del Bosforo, ateneo famoso per essere considerato trai i più progressisti del Paese. 

Il conferimento a Bulu è stata una scelta imposta dall'alto, decisione che però non è piaciuta al mondo accademico e tantomeno agli studenti. L'onda del movimento contro l'evidente intromissione della politica negli “affari” universitari è montata propagandosi anche ad altre università. Cortei, disordini e centinaia di studenti arrestati in pochi giorni nelle principali città. Sintomi di un malcontento generale, che serpeggia sia tra i giovani - il tasso di disoccupazione sfiora il 30% - che tra le famiglie della classe della media borghesia, quella su cui ha pesato maggiormente la recente crisi economica e finanziaria con la perdita di posti di lavoro e riduzione del potere d'acquisto. Svalutazione della moneta ed aumento del debito pubblico, con il calo di consensi per un logorato Erdogan. Indebolito nei sondaggi e battuto nella precedente tornata di elezioni amministrative. Dal post golpe del 2016 ad oggi l'uomo solo al comando ha tracciato un percorso di governo poco incoraggiante: meno libertà e laicità, più accentramento monopolistico. Ha silenziato le voci di dissenso, attuando una repressione indiscriminata. Ha introdotto misure di stampo conservatore e religioso, chiuso decine di facoltà e purgato quasi diecimila docenti. 

Aprendo una netta frattura generazionale, in una Turchia polarizzata e indirizzata verso le prossime cruciali elezioni politiche, previste per il 2023, quando i nodi verranno al pettine. Le possibilità di Erdogan di restare eternamente sul trono tendono a diminuire. Le urne che avevano incoronato la sua ascesa potrebbero invece segnare il suo declino di popolarità, mettendo fine al sogno di re-instaurazione imperiale. In politica estera Erdogan ha mostrato un atteggiamento non meno sfrontato di quella interna, alleandosi con Putin e minacciando l'Europa. Nell'estate 2020 non è stata solo la pandemia a preoccupare. 

Le tensioni tra Ankara ed Atene sono state sul punto di degenerare in un conflitto. Il Mar Egeo solcato da fregate pronte alla battaglia, evitata grazie alla mediazione di Berlino. Qualcosa di quella crisi lampo è stato in parte ricucito in questi mesi, i leader dei due stati si sono seduti al tavolo e stretti la mano. 

Un primo passo importante per tentare di diramare le tante dispute esistenti: status delle isole, diritti sull'estrazione di gas, sovranità sulle acque e spazio aereo. Resta da placare tuttavia il pesante scontro diplomatico con Macron. Se il Sultano intende avvicinarsi al Continente deve prima chiedere scusa all'inquilino dell'Eliseo.

Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

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