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lunedì 05 dicembre 2022

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​Piombino e la fine dell’emergenza

di Adolfo Santoro - sabato 27 agosto 2022 ore 08:00

Secondo un’analisi della società norvegese Rystad Energy, condivisa con la Bbc, mentre i costi energetici nei Paesi europei salgono alle stelle, la Russia brucia grandi quantità di gas naturale nel suo impianto di Portovaya, vicino al confine con la Finlandia. Questo gas che brucia, valutato in 4,34 milioni di metri cubi di gas naturale liquefatto con grandi conseguenze sul riscaldamento climatico, sarebbe stato destinato ad essere esportato in Germania. Sebbene la pratica di bruciare il gas in eccesso sia comune negli impianti di lavorazione, di solito per motivi tecnici o di sicurezza, questo episodio potrebbe essere legato a motivi operativi: gli operatori potrebbe aver ricevuto l’ordine di chiudere l’impianto, ma avrebbero esitato a farlo per paura che possa essere tecnicamente difficile o costoso riavviarli. Questa notizia dell’ANSA riafferma, se ce ne fosse il bisogno, che per le grandi potenze è più importante vincere la guerra che salvare la Terra.

Luigi Ferrajoli, in “Per una Costituzione della Terra”, afferma che i problemi globali, dalla cui soluzione dipende la sopravvivenza dell'umanità (il cambiamento climatico e le sue conseguenze, il rinnovato pericolo nucleare, la crescita delle disuguaglianze, le dimensioni anormali della povertà, delle morti per fame e mancanza di cure, delle migrazioni di disperati che cercano di sfuggire a questi mali) ci obbligano ad un costituzionalismo sovranazionale, capace di stabilire principi e regole di validità universale a tutela dei diritti fondamentali di tutti gli abitanti del pianeta e di creare istituti di garanzia globale che li rendano efficaci: ad esempio, un mondo dei servizi sanitari, un’organizzazione mondiale del lavoro e dell’istruzione, una proprietà pubblica planetaria, un sistema fiscale globale.

Ritengo che, all’interno di questa Costituzione, dovrebbe trovare posto anzi tutto il principio di “prima regola: non farsi male” insieme alle procedure della Valutazione dell’impatto ambientale (VIA) e del Risk Management (RM), che sono le due procedure che un buon padre, sia nella funzione di “padre di famiglia”, sia nella funzione di “padre di un’attività pubblica o di un impresa”, sia di “padre della patria”, sia di “padre della Terra, rispetterebbe impeccabilmente.

La Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è uno strumento che consente di valutare i costi e i benefici ambientali di progetti specifici al fine di garantirne la sostenibilità. Obiettivo della VIA è proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita.

È successiva, logicamente, alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che, all’interno di un ambito pianificatorio o programmatorio, ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione delle considerazioni ambientali nei piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente.

Ma in Italia non c’è (c’è mai stato?) spazio per programmare e pianificare. Ad esempio, sebbene il governo Draghi sia caduto proprio sul decreto “Aiuti”, non c’è stato spazio per un ripensamento: il decreto è stato convertito in legge ed ha permesso di installare, senza VAS e senza VIA, oltre all’inceneritore romano, i rigassificatori galleggianti a Piombino e Ravenna. È stato così introdotto un precedente pericoloso per ogni territorio: per motivi di emergenza nazionale VAS e VIA diventano qualcosa di superfluo.

Il Risk Management (RM) o Gestione del Rischio è qualcosa di più del VAS e del VIA: esso si applica, in particolare in ambito sanitario, nelle situazioni in cui può essere danneggiato un paziente. Mentre VAS e VIA riguardano la “minaccia”, il RM riguarda il pericolo! L’errore è infatti una componente fondamentale della realtà umana e non è mai completamente eliminabile, ma è fondamentale che (1) ci sia un contesto che favorisca la prevenzione dell’errore, (2) che siano previste le misure in grado di arginare le conseguenze di un eventuale errore.

Se le Nazioni non rispettano, in nome dell’emergenza, VAS, VIA e RM, è solo per logiche bellicistiche di predazione verso altre Nazioni.

L’emergenza è nata con il COVID e, attraverso la paura, è stato possibile imporre 1) vaccini geneticamente prodotti (e quindi rischiosi, oltre che per i loro effetti collaterali a breve termine, anche per gli effetti collaterali, sconosciuti a lungo termine e dovuti all’impatto sul Sistema Immunitario); 2) il coinvolgimento in una guerra improbabile, che sta portando a quello che beffardamente Spengler profetizzava: il “tramonto dell’Occidente”; 3) l’accelerazione della catastrofe climatica con milioni di persone che si sentono minacciate nella loro sopravvivenza.

Ma quanto dura uno stato di emergenza? Secondo l’art. 24 del Codice di protezione civile, quando ha rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ma è prorogabile per ulteriori 12 mesi. Per una democrazia questi mesi sono già troppi! La vera emergenza diventa allora un’altra! Diventa il fatto che la società si interroghi a tutti i livelli: 1) poiché siamo passati da una democrazia “debole” (a causa della famelicità e dell’insipienza degli eletti) ad una “democratura” (una pseudodemocrazia, in cui, nonostante le elezioni, i cittadini sono completamente tagliati fuori da tutto ciò che concerne il potere e le libertà civili), quali vincoli bisogna immettere nel sistema perché si vada verso una “piena” democrazia? 2) è possibile che a livello internazionale siano effettuate, da parte da Centri di ricerca indipendenti, studi sulla pericolosità dei vaccini a RNA a breve e a lungo termine? 3) è possibile che i grandi della Terra si siedano ad un tavolo per costruire la pace? 4) è possibile che il contrasto al riscaldamento globale abbia la priorità su ogni altro tema? 5) è possibile, insomma, che emerga da questo tavolo una Costituzione per la Terra?

Forse partendo proprio dalla piccola Piombino, forse facendo rispettare VAS, VIA e RM in modo che ci sia una decisione meditata e condivisa per il gassificatore, è possibile iniziare a dare risposte a queste domande e a prendere misure per evitare di essere inghiottiti dagli ulteriori intrighi della finanza internazionale, che ormai bussano alla porta!

Adolfo Santoro

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