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lunedì 05 dicembre 2022

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​Umile proposta

di Adolfo Santoro - sabato 02 luglio 2022 ore 22:00

Fondare il proprio sentimento di identità su quello che si ha è un pozzo senza fondo: non basta mai! Manca il limite, manca il buon padre che dia sacri confini. Per chi è attaccato all’oggetto del desiderio è più importante l’ansia anticipatoria del possesso rispetto all’uso, che si riduce così a mera consumazione, ad abuso.

L’eccitamento dell’avaro, del dissipatore, dello speculatore, del dongiovanni, della mangiatrice di uomini, del femminicida, del pedofilo si esprime in un crescendo che non esita mai nella sazietà, ma solo nell’oscillazione con la noia, con il senso di solitudine, con la depressione, con il vuoto interiore della mancanza dell’oggetto di attaccamento. L’altro è un competitore, un nemico da sottomettere, una mamma sostitutiva da poter finalmente controllare. Avverte Gandhi: Occhio per occhio… e il mondo diventa cieco.

E il mondo sta diventando sempre più cieco. L’uomo banale non si rende conto che la guerra preventiva, la guerra fredda che scoppia in tanti conflitti locali, non è più “sostenibile” e che, oltre alle distruzioni insensate ed al rischio sempre più probabile di una guerra globale, produce l’accelerazione dell’effetto del riscaldamento climatico. Produce cioè il suicidio dell’uomo che sfrutta la Natura, la propria parte femminile, fino a distruggerla.

La Natura è stata già abbondantemente, per certi aspetti irrimediabilmente, abusata dalla “guerra fredda”, non dichiarata, che il mondo condiviso ha continuato nei secoli attraverso un progresso poco virtuoso. Sarebbe stato virtuoso, già da tempo nella storia dell’uomo, fermarsi e rispettare se stesso e gli altri Esseri che popolano la Terra come un Paradiso di uguali.

E invece no! L’uomo, nella sua arrogante superbia, ha continuato a ritenersi il rappresentante di Dio sulla Terra, quello che aveva fatto il patto col Signore. È successo così che lo stile di vita dell’uomo occidentale è stato proposto all’intera umanità come un modello da imitare: il progresso tecnologico è stato propagandato come liberatorio, ma è stata trascurata la desertificazione che lasciava dietro di sé. La credenza acritica nella bontà di religioni e scienze, da una parte, e di capi politici, imprenditori e finanzieri, dall’altra, sta inducendo l’uomo a seguire la sua vigliaccheria, i suoi impulsi di dominatore senza limiti.

Nell’uomo l’emisfero di sinistra è specializzato nelle funzioni del linguaggio, nel controllo della mano dominante destra e nell’organizzazione della motilità volontaria. L’emisfero destro prevale invece nella cognizione dello spazio e nella regolazione dell’emotività. Lo stile cognitivo dell’emisfero sinistro è sostanzialmente verbale, analitico e locale, mentre quello dell’emisfero destro è spaziale, sintetico e globale.

Nell’uomo sano ci dovrebbe essere una pulsazione tra i due emisferi, in modo che ci sia un’integrazione delle funzioni. Nell’uomo con pensiero rigido, invece, la rivalsa rispetto alla propria miseria interiore ha come conseguenza il tentativo, da parte dell’emisfero sinistro, di dominare le funzioni dell’emisfero destro – lo spazio, la sintesi, la complessità – attraverso l’attenzione focale e il linguaggio verbale. L’uomo rigido non si rende conto così della sua pochezza: il tentativo di possedere lo spazio si trasforma in sterili vittorie e il tentativo di padroneggiare l’emotività esita in sudditanza verso una razionalità dominata da un’emotività negativa, dalla vigliaccheria emotiva, appunto, di chi arma altri per sfogare la propria ferocia. Tutto ciò trasforma l’uomo nel cancro del Pianeta, il cancro che ci accompagna alla morte per sete e per fame, che sono le conseguenze, amplificate dalla guerra, della direzione sbagliata presa dal mondo condiviso.

Chi va dietro al proprio impulso di armarsi e di favorire le guerre inviando armi non è pertanto dissimile dal femminicida e dal pedofilo: è mosso non dal rispetto dell’altro, ma dalla brama di possedere l’altro. Eppure chi è favorevole agli armamenti si proclama anche difensore di donne e bambini, e di anziani e della libertà, e della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli. È in buona fede, solo che ha una “falsa coscienza”.

Come Adolf Eichmann, il criminale nazista che coordinava la deportazione degli ebrei organizzando il loro trasporto ferroviario nei vari campi di concentramento.

Eichmann era un banale burocrate, che né rifletteva sulle conseguenze delle sue azioni, né sentiva la necessità di rendere conto del suo operato. Se fosse stato possibile sottoporlo ad un’indagine cerebrale tramite le moderne tecniche di “neuroimaging” - la Risonanza Magnetica funzionale (fRM) o la Tomografia ad emissione di positroni (PET), ad esempio – si sarebbe potuto probabilmente scoprire che la sua organizzazione cerebrale era spostata verso l’emisfero sinistro, come avviene nella neuroimaging dei pedofili o dei femminicidi, ad esempio.

Socrate aveva detto che l’uomo, attraverso la coscienza di sé, diventa due in uno; Hannah Arendt, che seguì il processo ad Eichmann, richiamando Socrate afferma: L’io che è in ognuno di noi deve prendersi cura di non far nulla che renda impossibile ai due-in-uno di essere amici e vivere in armonia.

Avrebbero quelli che si propongono alla guida politica o finanziaria di tutto il mondo la gentilezza di sottoporsi a neuroimaging cerebrale per accertare “scientificamente” se sono dotati di senso di umanità? Sarebbero così gentili i politici, i finanzieri e gli sfruttatori del mondo, e tutto il codazzo di burocrati banali, di riflettere sulle conseguenze delle loro scelte e di rendere conto del loro operato a tutti gli Esseri viventi? E, in caso di verifica in loro del pensiero rigido, sarebbero così gentili da mettersi da parte, in modo da restituire alla Terra la sua dignità di Pianeta verde/azzurro, in modo da restituire all’Uomo la genitorialità responsabile, innanzitutto verso se stesso e verso le nicchie ecologiche, in cui si manifesta la diversità della Vita sulla Terra?

Adolfo Santoro

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